Il Diacono permanete Tonino Caporale ha incontrato “sorella morte.”





Prima di esprimere delle considerazioni più personali sulla personalità del diacono Tonino Caporale che nel pomeriggio del 3 agosto ha incontrato sorella morte, ritengo opportuno fare riferimento con breve sintesi di alcuni aspetti biblici ed ecclesiologici della figura del diacono permanente riaffermato, dopo lunghi secoli grazie alla ecclesiologia del Vaticano II, come sommamente necessario alla Chiesa. Nella Bibbia c’è una parola da ricordare e da vivere: Diaconia La diaconia del Cristo Servo di Jahvè , sofferente, umiliato, condannato e ucciso (Is. 52,13-15;53), trova nel diaconato permanente ripristinato dal Concilio Vaticano II una peculiare memoria : dalla diaconia del sangue, dall'estremo dono del Figlio di Dio, dall’Eucaristia nasce il servizio al prossimo, perché l’amore è segno dell’opera eucaristica. Ciò che conta agli occhi di Dio, quindi, è l’amore, il servizio per il prossimo: “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo (diakonos) di tutti.” (Mc 9,34-35). Il Concilio Vaticano II così sintetizza sull'argomento : i diaconi “sostenuti dalla grazia sacramentale, nel ministero della liturgia, della predicazione e della carità servono il popolo di Dio, in comunione col vescovo e i presbiteri. è ufficio del Diacono amministrare solennemente il Battesimo, essere custode e dispensatore dell’Eucaristia, in nome della Chiesa assistere e benedire il matrimonio, portare il Viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, celebrare i sacramentali, presiedere il rito funebre e della sepoltura.”( LG n°29). “Spetta anche ai diaconi servire il popolo di Dio nel ministero della parola…” (cf. can. 757), “… i diaconi godono della facoltà di predicare…” (cf. can.764), “…l'omelia… è riservata al sacerdote o al diacono” (cf. can. 767). Il documento della CEI, “I diaconi permanenti nella Chiesa in Italia”, sulla scia di quanto detto dal Vaticano II sottolinea che l’identità e il ministero del diacono sono ben precisati. Il Magistero ha voluto “riconsiderare il dono prezioso del diaconato… a servizio della pastorale ecclesiale, tesa a realizzare la comunione tra i suoi vari soggetti” [...] il diacono è abilitato a servizi ecclesiali rilevanti, non semplici funzioni di supplenza […] ai diaconi possono essere affidati impegni pastorali nelle strutture diocesane, come negli uffici di curia, negli organismi o commissioni diocesane, nei vicariati... essi sono presenti nel Consiglio Pastorale Diocesano e nel Consiglio Diocesano degli Affari Economici...”(12). Il diacono, è ordinato “in ministerio episcopi”(13), cioè, per il vescovo, per cui il suo ministero è in particolare comunione e in dipendenza con il ministero del Vescovo, e in comunione e in collaborazione con i presbiteri. Nei primi secoli della Chiesa nella Didascalia dei dodici apostoli il diacono è definito: “l’orecchio, la bocca, il cuore e l’anima del vescovo”(14). Tonino Caporale una volta varcata la soglia del sacramento dell’Ordine, pienamente condiviso dalla moglie Annamaria e dai quattro figli , egli infatti fa parte del secondo gruppo dei diaconi permanenti ordinati l’otto settembre del 1992 da S. Eccellenza Mons. Giuseppe Vairo, vescovo estremamente illuminato sulla necessità del ritorno della figura del diacono permanente nella vita della chiesa, ha pienamente interpretato questa bellissima immagine “orecchio, bocca, cuore e anima del vescovo”. Lo è stato con Mons. Vairo, sebbene negli ultimi anni, di Mons. Appignanesi e di Mons. Superbo a 360 gradi,

un orecchio che ha saputo umilmente ascoltare la parola di Dio e la parola autorevole del magistero di ogni singolo vescovo, una bocca, “la carità nella verità, di cui Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera. … Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità.” (Enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate); cuore, un cuore traboccante di una passione pastorale e pienamente ecclesiale che in lui sembrava non aver limiti, dal cuore sempre a disposizione di questa parrocchia per le tante attività per i giovani, le famiglie, un cuore assai appassionato per l’Anspi, al cuore traboccante di tante risorse prettamente umane e spirituali a servizio delle attività pastorali di stampo diocesano, fiore all’occhiello di questo spaccato la forza dirompente dell’organizzazione del nostro sinodo diocesano, della visita pastorale di Giovanni Paolo II, dell’ edilizia sacra, un cuore umile ma non sempre mite, umile perché si è fatto servo di tutti, non sempre mite perché a denti stretti talvolta ha dovuto difendere la novità e la sacramentalità della presenza del diaconato permanente nella nostra chiesa, soprattutto all'interno del presbiterio diocesano e infine l’anima del vescovo o meglio l’anima dei tre vescovi che ha servito con una forza e umiltà senza pari, non l’autista dei vescovi, non il segretario ma il diacono permanente che si è sempre sentito una cosa sola con ciascun vescovo: Tonino è nato il 2 gennaio, giorno in cui la Chiesa ricorda due straordinarie figure di santi: San Basilio e San Gregorio Nazianzeno e questi nel raccontare la loro amicizia inventa una

immagine di grandissimo valore spirituale: essi si sentivano una sola anima in due corpi: Tonino in questo lungo servizio reso ai nostri vescovi, pur tra tante difficoltà non ha mai disgiunto la sua anima da quella di Mons. Vairo, di Mons. Appignanesi e di Mons. Superbo e questo perché, la carità nella verità, per quanto gli è stato possibile, lo ha reso capace di questa grande testimonianza assai fedele e appassionata. Infine la sua famiglia. La sua adorata moglie Annamaria, le sue figlie Maria Rosaria, e Mariangela, i suoi figli Michele e Giovanni: con la grazia di Cristo hanno sempre mantenuto la loro fedeltà nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e si sono amati e

onorati tutti i giorni della loro vita.

Don Vito Telesca

#toninocaporale #diacono #comepecoreinmezzoailupi #diocesipotenza #superbo

0 visualizzazioni