Non c'è altra Verità all'infuori di Gesù Cristo


Oggi più che mai c'è tanta sete di spiritualità anche nella nostra Regione. E questa sete, noi cattolici, abbiamo difficoltà ad intercettarla. Abbiamo abdicato. La chiesa gioca in difesa e si chiude nelle parrocchie. Preti che hanno scandalizzato, la triste vicenda di Elisa e altri scandali minori ne hanno minato la credibilità rendendola vittima degli attacchi dei media e di se stessa e si sa oggi vale più una pagina di giornale che una di Vangelo. I media cercano il colpevole per crocifiggerlo, il Vangelo lo cerca per redimerlo. Ci si dimentica o non si vuol considerare che il Vescovo è il Padre di tutti, è l'amorevole Padre della vittima ma è anche il misericordioso Padre del carnefice. A questo si aggiunge la paura che allarga le maglie della Parola e fa si che ci siano sacerdoti che hanno la fila di divorziati e conviventi "assecondati e non guidati" al solo fine di aggiungere qualche presenza in più nella propria Chiesa. Sacerdoti che in confessione invitano il coniuge separato e che ha subito il divorzio a rifarsi una vita perché Gesù è gioia e non tristezza, invitandolo a gettare la Croce, dimenticandosi di dirgli che la gioia del Cristiano nasce proprio dall'accettazione di quella Croce. Si tollera e si fa passare come veniale l'atto impuro per il timore di far scappare i giovani e guai a parlar loro di castità, cosa vecchia e sepolta perché oggi i giovani si sposano tardi ed è quasi giusto che debbano fare esperienze addirittura anche nella convivenza. L'invito è a perdonare gli altri si, ma anche a confezionare il perdono a se stessi su misura, spesso assecondando ciò che noi pretendiamo da Dio omettendo ciò che Dio vuole da noi.


Padre Amorth ci ammoniva spesso dicendo: "Io non ho paura di chi commette il peccato, perché può pentirsi, può confessarsi. Ogni giorno può ricominciare, Dio gli da mille occasioni perché si riprenda. Ho paura di chi giustifica il peccato, di chi dice: “ E’ così che si fa. Quello non è peccato”. Ossia ho paura di chi scambia il male come un bene. E’ il modo di tentarci di Satana. Come ha fatto con Adamo ed Eva: “ Non è vero quello che ha detto Dio, che ne morirete se ne mangerete, no anzi sarete simili a Lui, potrete decidere voi del bene e del male”. Questa è la tattica di satana".


A questo proposito vi invito a legger questo libro scritto da Ania Goledzinowska e Fra Renzo Gobbi che tanti lo ricordano per le sue confessioni, dure ma necessarie. Molti hanno imparato da lui che cosa vuol dire confessarsi bene. I suoi insegnamenti, mischiati con la grande esperienza del perdono, sono la chiave per una confessione efficace. Spesso scherzosamente, quando ci incontriamo, dice a tutti ad alta voce "io a Francesco Ignomirelli non l'ho mai assolto" (pausa), "perchè non si è mai confessato con me". Vi invito ad acquistare questo libro appena uscito in Italia e che in Polonia è già un best seller. Tutti dovrebbero avere a casa questo libro.



Dall'altro lato i laici del post Concilio hanno dato una ventata nuova di entusiasmo ringiovanendo la Chiesa ma alcuni si sono chiusi in associazioni e movimenti e più che evangelizzare allevano adepti per il proprio Dio, che non è il Dio di tutti ma che diventa spesso il Dio MOVIMENTO, guai se qualcuno si allontana o se qualcuno manifestamente esterno va a qualche loro incontro. Altri allevano clienti per pellegrinaggi a caro prezzo come succede con Medjugorje. Altri ancora sono fantasmi, spesso vivi solo sulla carta e presenti in massa solo nelle grandi occasioni, nelle messe solenni quando celebra il Vescovo. Ognuno che pretende di cambiare la Chiesa pescando però sempre nello stesso stagno. Sono sempre gli stessi i fedeli che girano di movimento in movimento anch'essi alla ricerca di quello credibile attaccandosi più al Capo che a Dio facendolo diventare il proprio guru.


La fede è un filo sottile su cui occorre camminare come equilibristi con la barra della preghiera. Da un lato con facilità si può cadere nell'irreligione dall'altro nella superstizione, mamma mia com'è difficile. Si è veramente difficile.


Quattro semplici parole del vangelo diventano spesso oggetto di interpretazione e travisamento diventando un abito che si cambia di volta in volta a secondo della situazione della propria vita.


Ai fedeli non interessano i campetti di calcio, i cineforum, i teatrini, le conferenze, i baretti con videogiochi e biliardini, i porticati coi ping pong e il calciobalilla, le vacanze organizzate, il grest, le pizze dei sabato sera. In una parola, tutto il ribollente attivismo che ruota intorno alle parrocchie, lo trovano anche fuori, nel freddo "mondo", e magari organizzato meglio, più nuovo, luccicante, efficiente, coinvolgente, appassionante. Non c'è concorrenza: il "mondo" è specializzato in divertimenti, passatempi, sport, intrattenimenti vari, in cui ha profuso studi, energie e investimenti. la Chiesa deve fare ciò per la quale non ha concorrenti, deve curare l'anima.


Su internet ho trovato questo interessante grido che vi ripropongo di seguito : Datemi un direttore spirituale che abbia tempo e pazienza per la mia conversione. Datemi confessori che mi permettano di riconciliarmi con Dio. Datemi l’Eucarestia da Adorare, non tenetela chiusa a doppia mandata nei Tabernacoli d'oro ad aspettare mentre brucia d'Amore. Dissetatemi col Vangelo dei semplici, così che possa ritornarmene a casa con la perla preziosa. Insegnatemi quel digiuno che tutti hanno dimenticato, Mostratemi i Santi, voglio farmeli amici. I filosofi mi hanno condotto su strade sbagliate, inquinato la mente, divorato la gioia. I Santi sono felici: ditemi il perché, fatemi scoprire quel filo segreto che li legava alla SS. Trinità. Il Rosario, ho fame di Rosario. Perché non lo recitate più? Persino nelle veglie funebri, a volte ci si ferma a tre decine, come se quello intero fosse troppo lungo anche per chi davanti ha l'eternità. Arricchitemi della Divina Misericordia, fatemi gustare soavemente le invocazioni, le giaculatorie, le novene, beneditemi e consacratemi ai SS. Cuori di Gesù e Maria. Parlatemi del mio Papa, di ciò che dice e di ciò che fa. Incoraggiatemi nella via della carità, dell'altruismo, dell'occuparmi del prossimo, nel nome di Cristo. Plasmate in me uno spirito missionario, inalatemi la voglia di santità. Pregate per me qualche volta. Come sarebbe edificante per me trovarvi in ginocchio davanti al Tabernacolo e sapere che stavate pregando per me, per la mia salvezza! Questo desidero, ma tutto insieme, e in ogni parrocchia; non scegliete quello che più vi aggrada, non discriminate tra ciò che vi sembra più o meno moderno, più o meno consono o proponibile. Voglio tutti gli strumenti di salvezza che la Chiesa ha preparato per me, ho fame di salvezza piena, traboccante, luminosa, ho voglia di Verità. Che abbia 4 o 100 anni, non starò con voi per il grest o il bel campetto o gli amici che ho incontrato. Ci starò per quel banco consunto in cui mi sono inginocchiato e per quel santo sacerdote che ho incontrato. Ci starò perché Cristo, per mezzo loro, mi ha convertito. Ecco Chi mi salverà l'anima! Quando ciò manca la Chiesa diventa una ONG, un centro sociale.



Tutto questo fa fuggire, fa si che si cerchino altre vie, altre religioni, filosofie e pratiche spesso malsane, fuorvianti e pericolose per la propria anima, per se stessi e per gli altri.


La Madonna corre in nostro aiuto e mai come nei secoli precedenti è presente nel mondo,in mezzo a noi, a chiederci continuamente di pregare per avere quella barra dell'equilibrista, stretta tra le mani, donataci dallo Spirito Santo. Ce lo chiede a Fatima a Lourdes, ci esorta a Medjugorje ci ammonisce a Civita Vecchia e in tutte le apparizioni nel mondo degli ultimi anni.


Il Papa ci invita ad uscire, a puzzare di pecora e a soccorrere l’umanità alla deriva in questo ospedale da campo dove le ferite della famiglia sanguinano, i giovani si perdono tra alcool, droga, disperazione, mancanza di prospettive e giochi d’azzardo sparsi in quasi tutti i bar. Ultimo il povero che diventa prossimo invisibile agli occhi della modernità.


Questo è il collo d'imbuto dove la Chiesa Santa che c'è, che è viva e che esiste deve rincontrarsi, questo è il terreno che la Chiesa (preti e laici) è chiamata oggi a coltivare. E coltivare non vuol dire assecondare la crescita del ramo storto, non vuol dire abbandonare il seme caduto tra le pietre, non vuol dire pensare al proprio orticello buttando zizzania in quello del vicino perché poi è sempre lo stesso terreno, quel terreno in cui si diventa vittime di se stessi.



Questo deve diventare il campo su cui tutti devono essere uniti con lo sguardo al Cielo e non alla terra. Mi piace sempre ricordare il grido della Curva della tifoseria del Potenza “chi segna segna a noi ciabbasta ca segna” è la squadra tutta che vince e che si salva non i singoli.


In questo caos prosperano e crescono nuove spiritualità pericolosissime come a Potenza, dalle sette sataniche a movimenti religiosi che nulla hanno a che fare con Dio e le nostre tradizioni. Qui da noi è florida la setta Soga Sakkai che vede oltre 200 adepti quasi tutti di famiglie colte e anche importanti della città.



Ma nessuno dice che una sola ora di Adorazione nella Cappella dell’Adorazione Perpetua a Francioso rigenera meglio di 100 sedute di pratiche orientali.


Dopo 2.000 anni il Vangelo che è vivo ci ammonisce proprio OGGI sottolineando che mentre Ninive si convertì alla predicazione di Giona noi non riusciamo a convertirci alla predicazione di Colui che è più grande di Giona.


(Lc 11,29-32)

Negli ultimi decenni c'è stato un grande esodo dalla Chiesa cristiana verso le religioni, o meglio, verso le filosofie orientali. Molti uomini e donne hanno rinnegato Cristo per praticare queste filosofie con l'intenzione di imparare a meditare e a trovare un equilibrio interiore. A dire il vero, se si è rinnegato Cristo significa che nella propria vita non Lo si è mai incontrato oppure si è avuta una conoscenza di Lui molto superficiale. Chi pratica queste filosofie esoteriche arriva a scoprire che dentro l'uomo c'è una forza e una sapienza straordinaria che non viene attribuita a Dio Padre e Creatore ma all'essere uomo. Il che genera in loro la convinzione di essere dio e che non c'è bisogno della Grazia di Gesù Cristo per essere virtuosi e per avere una personalità amabile, forte e determinata. Grazie a questa meditazione, i cultori di queste filosofie arrivano ad affrontare dolori e sofferenze con grande distacco. Tutto si affronta passivamente. In ogni filosofia o religione c'è sempre uno spicchio di verità ma se vogliamo la verità tutta intera dobbiamo accogliere Gesù Cristo che disse a Pilato: "Io sono la Verità". Sant'Agostino, dopo aver cercato la Verità in tante filosofie e religioni, la trovò in Gesù Cristo. Ecco perché Agostino, che fu filosofo ma anche teologo, teologo ma anche pastore, pastore ma anche mistico, scrisse nelle sue Confessioni: "Tu sei grande, Signore...ci hai fatto per te e il nostro cuore non ha riposo finché non riposa in te". Nella Chiesa Agostino non aveva incontrato un guru, ma il Signore della vita e della morte. Nella Chiesa Agostino aveva conosciuto Gesù Cristo, salvezza dell'uomo. Nella Chiesa Agostino aveva abbracciato Gesù Cristo, la via dell'amore, la vita dell'amore e la verità dell'amore. Grazie a questa scoperta, poté esclamare: Non c'è altra Verità all'infuori di Gesù Cristo. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei vocazionisti)



Qui di seguito due video di J. M. Verlinde che da giovane diventa l'allievo prediletto del noto guru Maharishi Mahesh Yogi, questo gli da la possibilità di praticare yoga sull'Himalaya per 4 anni. Ad un certo punto scopre che lo yoga serve a sviluppare la medianità, che non esistono energie "neutre" da utilizzare come si vuole, ma che si tratta di spiriti...


Vi chiedo di guardarli con molta attenzione. Uniti in preghiera.









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